Report Missione 2010 – Sintesi

Eccoci a voi per rendere conto del viaggio in Tanzania che, come ogni anno, anche nell’estate 2010 ha visto impegnati i volontari di Oltre per realizzare nuovi progetti e monitorare quelli in essere. Il gruppo era quest’anno composto da 14 volontari e la missione in Tanzania è durata dal 15 Agosto al 01 Settembre. Diverse erano le attività a programma; Ecco la sintesi di quanto è stato fatto (tanto) e di quanto resta da fare (tantissimo).

 

Sintesi Report Missione 2010 

A breve sarà disponibile il report completo. Vedi anche alla pagina ‘Rendicontazioni e  Report’

 

L’Associazione Oltre Food For Brains ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dei progetti per l’anno 2010, in particolare grazie a Sirti  SpA, Libreria Egea, Informatici Senza Frontiere,  La Taranta a Milano, Barrios Cafè,l’Associazione Dada Maisha, Esselunga e tutte le persone che attraverso le loro donazioni hanno avverato i sogni di migliaia di studenti.

Oltre  inoltre ringrazia  le scuole Isimani Secondary School, Furahia Secondary School Usolanga, Mr. Kostantino Kihwele, Mr. Manson Mkwawa, Mr.Franco Pascali Malinga, la Missione di Isimani in Tanzania, per la collaborazione e il grande supporto nella realizzazione del progetto Maktaba.

 

Oltre Foods For Brains Association would like to thanks  those who have contributed to the relization of the projects , in particular thanks to Sirti SpA, Egea Bookshop, Informatici Senza Frontiere, La Taranta a Milano, Barrios Cafè, Dada Maisha Association, Esselunga and all the persons that through their donations have fulfilled the dreams of thousands of students.

Moreover thanks to Isimani Secondary School, Furahia Secondary School Usolanga, Mr. Kostantino Kihwele, Mr. Manson Mkwawa, Mr.Franco Pascali Malinga, Isimani Mission in Tanzania for the collaboration and the great support in the realization of  Maktaba project.

 

I lunedì di Egea e Oltre – “Il volontariato internazionale: esperienze di vita, opportunità di lavoro”

Libreria Egea, via Bocconi 8 Milano, 25 ottobre, ore 18.15

Prosegue lunedì 25 ottobre, con un incontro sul volontariato internazionale, il ciclo dei “Lunedì di Egea: da 0 a 1000” (programma), appuntamenti culturali ideati dall’associazione Oltre Foodforbrains, da cinque anni impegnata in progetti educativi in Africa. 

La giornalista Benedetta Verrini conduce la serata che prende spunto dal libro di Francesca Mineo “I 189 giorni di Laura. Da Milano al Kosovo, una storia esemplare di volontariato internazionale” (Ancora): da una vicenda di cronoca, che ci riporta al novembre 1999 durante i conflitti nei Balcani, si affronterà il tema del volontariato internazionale oggi. Una forte esperienza di vita ma anche una possibilità di crescere professionalmente all’interno di organizzazioni umanitarie. Interverranno volontari dell’associazione Oltre e Giogio Fiocchi di LAMA Development e Cooperation Agency, economista e esperto di progetti di cooperazione internazionale.

INFORMAZIONI e contatti:

Oltre – Food for brains, info.oltre@gmail.com, Tel. 3470510573

Libreria Egea, egea.press@unibocconi.it,  Tel. 02 5836 5752

Se non investiamo sulla cultura non ci sarà mai una casa comune

Repubblica.it incontra Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio. Una specie di “diplomazia parallela” che interviene sulle situazioni più disperate. Nell’articolo tante sono le questioni affrontate, compresa quella dell’immigrazione italiana ed europea, con una certezza: “Se non investiamo sulla cultura non ci sarà mai una casa comune”

Leggi l’articolo: http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2010/10/14/news/sant_egidio_la_piccola_onu_romana_ultima_spiaggia_di_tante_crisi-8032222/

La via nel deserto degli studenti afgani

da Corriere.it

HERAT – Comincia una quarantina di chilometri dal quartier generale italiano il percorso a ostacoli per gli studenti afgani che dalle regioni meridionali cercano di raggiungere l’università. Agli occhi dei talebani studiare è una colpa, una forma di collaborazionismo con gli “eserciti invasori di infedeli”. Peggio ancora se a farlo sono le ragazze. «Ci danno la caccia sulle strade. Cominciano dai nostri villaggi. E ci braccano in moto», sostengono nel campus. Dal centro di Herat percorrono la decina di chilometri per l’aeroporto e la base italiana pattugliati da esercito e polizia locali. Superano il posto di blocco davanti alle ultime costruzioni della zona industriale e, dopo tre chilometri che sono già desertici, passano quello di “Camp Stone”, dove piccole unità scelte americane si occupano dell’addestramento di quelle afgane…..

per leggere l’articolo: http://www.corriere.it/esteri/10_ottobre_13/herat-studentesse-lorenzo-cremonesi_f27d0a4c-d6fe-11df-9f08-00144f02aabc.shtml

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